Nuovo Piano Sanitario Unisalute per il CCNL Uneba

14 dic 2018 Siglato l’11/12/2018, tra la Compagnia assicuratrice Unisalute S.p.A. e UNEBA, FP-CGIL, FISASCAT-CISL, FP ClSL, UILTUCS, UIL FPL, l’accordo quadro per regolare l’avvio dell’assistenza sanitaria Integrativa.

Le parti intendono proseguire l’assistenza sanitaria così come voluta nell’accordo del 2015 teso a regolare l’avvio dell’assistenza sanitaria Integrativa, per i dipendenti che applicano il CCNL per il personale dipendente dalle realtà del settore assistenziale, sociale, socio-sanitario, educativo, nonché da tutte le altre istituzioni di assistenza e beneficenza (CCNL UNEBA).
Si sono svolti una serie di incontri tra le parti volti a definire le nuove condizioni di polizza, venendo a scadenza al prossimo 31/12/2018.
Con tale accordo si è reso disponibile il Piano Sanitario 2019-2020 che precisa le nuove condizioni assicurative, a valere dal prossimo 1/1/2019.
Per i primi tre mesi del 2019 (gennaio, febbraio, marzo) la rete delle struttura convenzionate Unisalute rimarrà invariata. Entro il 31/3/2019 le parti si incontreranno per ridefinire concordemente la nuova rete di strutture convenzionate con Unisalute, che avrà effetto solamente dall’1/4/2019.
L’accordo è da intendersi rinnovato per due anni (1 + 1), con scadenza 31/12/2020.
Le parti possono disdettare detto accordo entro il 30/11/2019.
A tutte le autorizzazioni già rilasciate da Unisalute alla data dell’11/12/2018 per prestazioni da effettuarsi dall’1/1/2019 al 31/1/2019 saranno applicate le condizioni previste dall’attuale polizza in scadenza al 31/12/2018.

CCNL Comunicazione piccola industria: nota sul rinnovo del CCNL

La parte datoriale firmataria del rinnovo del CCNL per i dipendenti delle piccole e medie imprese della Comunicazione, dell’Informatica, dei Servizi Innovativi e della Microimpresa ha pubblicato le principali modifiche ha intervenute e quelle che avranno decorrenza dal 1/1/2019l

Aumenti decorrenti dalla data del 1/1/2019
Così come previsto dall’accordo di rinnovo si ricorda che sulla base della “nota a verbale” in calce alle tabelle retributive si è definito che l’aumento decorrente dal 1/1/2019 non potrà essere assorbito da eventuali superminimi individuali o collettivi in atto alla data di decorrenza dell’incremento.
I minimi di salario e stipendio (esclusa l’indennità di contingenza) sono quelli indicati nella tabella che segue:

Settori grafico editoriale, informatico servizi innovativi

Settori Grafico-Editoriale, Informatico-Servizi Innovativi

Livello

Parametro

Al 30/6/2015

Dall’1/8/2018

Dall’1/1/2019

Dall’1/10/2019

Q 248 1.883,36 1.899,26 1.931,05 1.962,84
1 247 1.875,87 1.891,70 1.923,37 1.955,04
2 209 1.584,95 1.598,35 1.625,14 1.651,93
3 195 1.479,38 1.491,88 1.516,88 1.541,88
4 182 1.383,93 1.395,60 1.418,93 1.442,26
5 169 1.284,80 1.295,63 1.317,30 1.338,97
6 156 1.186,20 1.196,20 1.216,20 1.236,20
7 133 1029,98 1.038,51 1.055,56 1.072,61
8 125 947,80 955,81 971,84 987,87
9 114 864,31 871,62 886,24 900,86
10 100 758,65 765,06 777,88 790,7

Settore Cartario-Cartotecnico

 

Settore Cartario-Cartotecnico

Livello

Parametro

Al 30/6/2015

Dall’1/8/2018

Dall’1/1/2019

Dall’1/10/2019

Q 250 1.847,55 1.863,89 1.896,57 1.929,25
AS 249 1.836,57 1.852,84 1.885,39 1.917,94
A 212 1.607,20 1.621,06 1.648,77 1.646,48
B1 188 1.389,61 1.401,90 1.426,48 1.451,06
B2/S 182 1.345,30 1.357,20 1.380,99 1.404,78
B2 174 1.285,95 1.297,32 1.320,07 1.342,82
C1/S 161 1.189,92 1.200,44 1.221,49 1.242,54
C1 153 1.130,94 1.140,94 1.160,94 1.180,94
C2 139 1.027,72 1.036,80 1.054,97 1.073,14
C3 129 954,80 963,23 980,09 996,95
D1 121 894,33 902,24 918,06 933,88
D2 111 820,11 827,36 841,87 856,38
E 100 739,15 745,69 758,76 771,83

Contratto a termine e somministrazione a tempo determinato
Sono state concordate varie integrazioni seguito della riserva formulata in sede di rinnovo relativa alle modifiche apportate dalla Legge 9 agosto 2018 n 96 (conversione in legge del c.d. Decreto Dignità):

Durata massima – Deroghe.

Apprendistato Professionalizzante
Fermo restando che Il contratto di apprendistato può riguardare tutte le professionalità previste dal CCNL è stata migliorata la regolamentazione relativa all’inquadramento dell’apprendista per le professionalità per le quali è previsto l’iter automatico di carriera.

 

Flex benefits
A decorrere dal 1/1/2019 l’indennità sostitutiva del premio di risultato (art.9), fatta salva la sua corresponsione per la quota da corrispondere a febbraio 2019 in relazione alla quota maturata durante l’anno 2018, e l’Elemento di garanzia retributiva (art. 10) vengono sostituiti da flex benefits per un importo di euro 258,00 che le aziende dovranno mettere a disposizione di tutti i dipendenti a partire dal mese di febbraio di ogni singolo anno da utilizzare entro il 31 dicembre dell’anno stesso.
 

Sanità integrativa
In relazione alle intese intercorse tra Confapi/ Cgil-Cisl- Uil per l’avvio della sanità integrativa, facente parte del sistema della bilateralità sulla base di quanto previsto dall’A.I. 28/12/2012, le parti hanno proceduto al recepimento delle modalità operative definite a livello Confederale. Pertanto, la contribuzione annua dovuta ad Enfea Salute è fissata, a decorrere dal 1/1/2019, in euro 120 (euro 10 mese) per ciascun lavoratore a carico dell’azienda.

Orario di lavoro
Dal 1/1/2019 l’orario settimanale è fissato in 39 ore medie settimanali anziché le 38 ore settimanali e 30 minuti medie precedenti, consentendo alle aziende una gestione semplificata dell’orario di lavoro settimanale, un recupero dei costi contrattuali con i nuovi regimi introdotti di riduzione dell’orario di lavoro ed ex festività, oltre alla definizione di un orario di lavoro settimanale che consente un maggior numero di ore lavorabili su base settimanale.

 

Flessibilità della prestazione
È stata semplificata la normativa contrattuale per il ricorso alla flessibilità della prestazione per rendere più agevole il ricorso a regimi di orario settimanale legati a flessi o picchi di produzione. Si è quindi definito che in presenza di particolari esigenze produttive (adeguamento delle capacità aziendali alle esigenze dell’andamento produttivo, andamento del mercato sulla scorta delle previsioni di mercato) l’azienda potrà ricorrere, anche per singoli reparti, uffici, aree di lavoro, gruppi di lavoratori, specifiche mansioni o singoli lavoratori, alla flessibilità settimanale dell’orario normale di lavoro adottando orari fino a 48 ore settimanali e provvedendo a correlativi periodi di minor prestazione, con verifica trimestrale, stabilendone periodi e quantità.

Dirigenti Aziende Cooperative: Assistenza Sanitaria

Sottoscritto, il 22/10/2018, tra LEGACOOP, AGCI e CGIL, CISL, UIL, il Coordinamento Nazionale CGIL-CISL-UIL dei Dirigenti di Azienda delle Imprese Cooperative, l’accordo per l’assistenza sanitaria integrativa

Le parti, con l’accordo recentemente firmato, hanno concordato:
– di rinnovare per uno anno le norme vigenti relative all’assistenza sanitaria integrativa, così come previste dal CCNL 30/9/2013 e modificate con l’accordo del 29/10/2015, mantenendone pertanto invariate le prestazioni;
– di erogare, a partire dall’1/1/2019, una contribuzione annua al fondo mutualistico per ogni dirigente in servizio, pari ad euro 2.250, al fine di garantire la necessaria copertura finanziaria delle garanzie sanitarie a favore dei dirigenti in pensione.

Licenziamento collettivo e regime decadenziale dell’impugnativa

L’applicabilità alle impugnazioni dei licenziamenti collettivi del regime decadenziale connesso al mancato deposito del ricorso giudiziale non deriva dalla modifica normativa introdotta dalla Riforma Fornero, che invece ha avuto natura ricognitiva del regime normativo già applicabile

Una Corte di appello territoriale aveva rigettato il gravame proposto da un datore di lavoro avverso la sentenza del Tribunale di prime cure, con cui era stata dichiarata l’illegittimità del licenziamento collettivo intimato ad un lavoratore, per violazione delle procedure di cui alla L. n. 223/1991. Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando che la Corte di merito aveva violato le norme sul regime decadenziale dell’impugnativa dei licenziamenti, ritenendo che il termine di decadenza per il deposito del ricorso giudiziale, che segue all’impugnazione stragiudiziale, non trovi applicazione per i licenziamenti collettivi intimati prima dell’entrata in vigore della L. n. 92/2012.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato. Ancor prima, infatti, della modifica dell’art. 5, co. 3, della L. n. 223/1991 ad opera dell’art. 1, co. 46, della L. n. 92/2012, che prevede esplicitamente l’applicazione ai licenziamenti collettivi del regime di impugnazione ex art. 6 della L. n. 604/1966, pur non menzionando tale ultima norma, ne riproduceva esattamente il contenuto – “il recesso può essere impugnato entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l’intervento delle organizzazioni sindacali” – sicché deve ritenersi che la modifica prevista dall’art. 1, co. 46, della L. n. 92/2012 – “Ai fini dell’impugnazione del licenziamento (collettivo) si applicano le disposizioni di cui all’art. 6 della legge 15 luglio 1966 n. 604 e successive modificazioni” – non ha affatto natura innovativa, con conseguente effetto ex nunc, bensì ricognitiva del regime normativo applicabile all’impugnazione del licenziamento collettivo, con la conseguenza dell’applicabilità, ai licenziamenti collettivi, anche della successiva disciplina in tema di decadenza dall’impugnazione introdotta dalla L. n. 183/2010, modificata, quanto al termine per il deposito del ricorso giudiziale, ridotto da 270 a 180 giorni dall’art. 1, co. 38, L. n. 92/2012.

Semplificazione e sostegno per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sostegno per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione. E’ stato, inoltre, approvato un disegno di legge di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore.

Il primo decreto in commento mira a fronteggiare con misure d’emergenza l’attuale situazione di sovraccarico e moltiplicazione degli adempimenti burocratico-amministrativi a carico dei cittadini, delle imprese e della stessa pubblica amministrazione, in modo da agevolare, tra l’altro, la libera iniziativa economica, nonché di assicurare un sostegno alle piccole e medie realtà imprenditoriali che vivono un momento di difficoltà. Tra le principali misure, si prevede:
– l’introduzione di una norma che consentirà, attraverso la creazione di un fondo di garanzia con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, la tutela delle piccole e medie imprese creditrici nei confronti della pubblica amministrazione;
– la modifica di alcuni profili dell’esecuzione forzata, a tutela degli esecutati che siano contestualmente creditori della pubblica amministrazione, con possibilità di evitare la perdita dei propri beni pignorati qualora i crediti verso la PA siano superiori ai debiti fatti valere nella procedura esecutiva;
– la soppressione dell’attuale “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” (SISTRI);
– in materia di diritto alla salute, disposizioni temporanee e urgenti per far fronte alla carenza contingente di medici;

– l’immissione a ruolo dei nuovi dirigenti della scuola;
– misure per assicurare la capillare diffusione del sistema di pagamento elettronico, anche attraverso il credito telefonico, in tutta la pubblica amministrazione;
– l’abrogazione dell’entrata in vigore del libro unico del lavoro telematico, che risultava prevista per il prossimo 1° gennaio;
– l’introduzione, in ragione dell’attuale situazione di sovraffollamento delle carceri, di disposizioni urgenti per consentire la celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria;
– lo stanziamento dei fondi necessari all’adeguamento del trattamento economico accessorio del personale dipendente della p.a.

Il disegno di legge, poi, di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore prevede un’ampia delega al Governo, con l’obiettivo complessivo di migliorare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, garantire la certezza dei rapporti giuridici e la chiarezza del diritto, assicurare i diritti fondamentali delle persone con disabilità, ridurre gli oneri regolatori gravanti su cittadini e imprese e accrescere la competitività del Paese. In base a tale delega, il Governo dovrà adottare diversi decreti legislativi di semplificazione, riassetto normativo e codificazione, agendo per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività, con l’obiettivo semplificare e coordinare sotto il profilo formale e sostanziale il testo delle disposizioni legislative vigenti.

Ultimi giorni per il versamento EBNA

Entro il 16 dicembre ricorre il versamento mensile di € 7,65 per dipendente in forza più una quota variabile pari allo 0,60% della retribuzione imponibile (0,45 a carico della ditta e 0,15 a carico del dipendente), tramite modello F24, evidenziando il codice tributo EBNA.

Le Organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale dell’artigianato (Confartigianato, CNA, Casartigiani. CLAAI, e CGIL, CISL e UIL) sono intervenute a più riprese in materia di ammortizzatori sociali, con cui hanno definito il campo di applicazione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA), la contribuzione obbligatoria da gennaio 2016 e le prestazioni erogabili. Di recente, però, con l’accordo sottoscritto il 7/2/2018, le Parti Sociali hanno rivisto il campo di applicazione, per effetto di disposizioni ministeriali che hanno definito con precisione quali aziende hanno l’obbligo di versare a FSBA e quali, invece, rientrano nel Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.) di gestione pubblica.
Si sono perciò definiti due percorsi possibili, a seconda che sussista o meno l’obbligo normativo di contribuzione a FSBA e/o l’obbligo contrattuale di adesione alla bilateralità artigiana.
Prima casistica:
– Imprese artigiane con C.S.C. (Codice Statistico Contributivo) che inizia con 4, a prescindere dal CCNL applicato e dal n. dei dipendenti, rientranti nel campo di applicazione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA) – Imprese con C.S.C. diverso da 4, che applicano un CCNL artigiano e con un n. di dipendenti inferiore o uguale a 5, escluse dal campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.)
– Enti e società costituiti, partecipati o promossi dalle Organizzazioni sottoscrittrici dell’Accordo e le stesse Organizzazioni, a prescindere dal C.S.C., dal CCNL applicato e dal n. dei dipendenti, rientranti nel campo di applicazione di FSBA
Quote contributive
Quota fissa:
€ 7,65 mensili per ogni dipendente in forza e per 12 mensilità
Quota variabile, calcolata sull’imponibile previdenziale mensile (comprese le mensilità aggiuntive), applicando le seguenti percentuali:
– 0,45%, a carico del datore di lavoro;
– 0,15%, a carico del dipendente (percentuali dovute dalla mensilità di luglio 2016)
Seconda casistica
– Imprese artigiane rientranti nel campo di applicazione del Titolo I del Decreto Legislativo n. 148/2015 (integrazioni salariali ordinarie e straordinarie)
– Imprese con C.S.C. diverso da 4, che applicano un CCNL artigiano e con un n. di dipendenti superiore a 5, rientranti nel campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.)
Quote contributive
Quota fissa:
€ 10,42 mensili per ogni dipendente in forza e per 12 mensilità
Si precisa che, in ogni caso, sono escluse le imprese appartenenti al settore contrattuale dell’edilizia e affini.
Il contributo si calcola, in entrambe le casistiche, per tutti i lavoratori dipendenti in forza, inclusi gli apprendisti ed esclusi i dirigenti, i lavoratori a domicilio e con contratto di lavoro non subordinato (co.co.pro., stage, ecc.).
Per i lavoratori a chiamata, la contribuzione è dovuta se è prevista l’indennità di disponibilità e nel caso di attività lavorativa prestata a seguito di chiamata.
La quota fissa corrisposta in entrambe le casistiche è dovuta nella stessa misura sia per i lavoratori a tempo pieno, sia per quelli a tempo parziale.
La quota variabile corrisposta nel caso di imprese rientranti nella prima casistica si calcola considerando anche le mensilità aggiuntive (per es. la tredicesima mensilità) e, la quota a carico del dipendente, deve essere trattenuta in busta paga.
In assenza di retribuzione imponibile previdenziale nel mese (es. maternità, infortunio, etc.) resta comunque dovuta la quota fissa mensile.
Il contributo mensile previsto nella prima casistica (la quota fissa e la quota variabile sono indivisibili e si versano insieme), permette l’accesso alle prestazioni del Fondo Bilaterale Artigianato Sardegna (FSBA) e alle ulteriori prestazioni previste dalla contrattazione collettiva nazionale e regionale, consentendo all’azienda di adempiere a tutti gli obblighi normativi e contrattuali in materia di bilateralità artigiana, nei confronti dei lavoratori, e di usufruire essa stessa di agevolazioni.
Se l’azienda rientra, invece, nella seconda casistica, l’adesione all’E.B.A.S. consente di adempiere agli obblighi contrattuali in materia di bilateralità artigiana, con la possibilità di accedere ai vari servizi previsti dalla contrattazione, esclusi gli ammortizzatori sociali che sono a carico dell’Ente pubblico.
Si precisa che l’adesione all’Ente Bilaterale si perfeziona con l’invio, tramite posta certificata, all’indirizzo ebas.sardegna@pec.it, o posta ordinaria, della domanda di adesione e dell’allegato L2, scaricabili dalla sezione “Adesione” del sito internet dell’Ente, all’indirizzo www.ebas.sardegna.it.

Contributo di solidarietà INPS

L’impresa è tenuta al pagamento all’INPS del cd. “contributo di solidarietà”, calcolato applicando la percentuale del 10% sull’importo della quota fissa destinato a finanziare le prestazioni. Partendo dalla quota fissa pagata mensilmente per ogni lavoratore, con riferimento alle due suddette casistiche.

Regolarità contributiva

Per l’accesso alle prestazioni del Fondo Sostegno al Reddito e agli altri servizi previsti dalla contrattazione in materia di bilateralità, a beneficio delle aziende e dei lavoratori, è richiesta all’azienda la regolarità delle quote versate da gennaio 2016.
Eventuali subentri di imprese per effetto di trasformazioni, cessioni, donazioni possono produrre un trasferimento della posizione contributiva dall’impresa cedente a condizione che quest’ultima non svolga più attività.
Anche per l’accesso alle prestazioni del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Assegno ordinario e Assegno di solidarietà), per riduzioni/sospensioni dell’attività lavorativa, nei casi previsti dal Regolamento di FSBA, è richiesta all’azienda la regolarità da gennaio 2016, con le eccezioni previste dallo stesso Regolamento nel caso di trasferimento o trasformazione societaria, imprese neo costituite o nel caso di mutamento della natura giuridica dell’impresa.

Nuova funzionalità app INPS Mobile dedicata alla NASpI

Per agevolare il controllo dello stato di avanzamento di una domanda di NASpI, è previsto il rilascio – entro la fine dell’anno – di una nuova funzionalità dell’app INPS Mobile dedicata alla NASpI, che consentirà agli utenti di consultare lo stato di avanzamento della domanda.

Attraverso queste nuove funzionalità, sarà possibile consultare l’esito della domanda via web attraverso il servizio online dedicato, ricevere avvisi tramite SMS, consultare la domanda sull’app e gli avvisi personalizzati nell’area MyINPS.
È in corso di realizzazione, infatti, un servizio automatico di comunicazione tramite SMS che, con brevi messaggi, comunica l’avvenuta ricezione di una domanda presentata telematicamente e fornisce indicazioni sullo stato di avanzamento della domanda presentata. Inoltre il beneficiario NASpI che abbia fornito il suo recapito telefonico al momento della presentazione della domanda, riceverà SMS che segnalano l’avvio della liquidazione della prima rata della prestazione.

Il beneficiario di NASpI può altresì verificare online l’esito della domanda e lo stato dei pagamenti della prestazione accedendo autonomamente alla propria sezione MyInps – previo inserimento PIN – cliccando sulla voce “I tuoi avvisi”.
Nella sezione dedicata, sarà possibile trovare tre tipi di avvisi:
“notifica di invio comunicazione epistolare”: avviso con link che rimanda alla lettera di accoglimento/rigetto o richiesta documentazione, inviata tramite Postel da cui l’utente può visualizzare e scaricare in pdf la comunicazione, che resta disponibile anche in caso di smarrimento della lettera;
“avviso di pagamento Disoccupazione non agricola dal”: avviso di liquidazione di ogni rata di NASpI con indicazione dell’importo lordo liquidato sul conto corrente indicato nella domanda;
“avviso di possibile diritto all’indennità NASpI”: avviso con link di accesso alla domanda precompilata (Comunicato Inps 6 dicembre 2018).

Licenziamento disciplinare e comportamenti “inadempienti” minori

Relativamente al licenziamento per motivi disciplinare, l’aggiunta di altri comportamenti disciplinarmente rilevanti non possono viziare il licenziamento medesimo, laddove il lavoratore sia stato licenziato in base al fatto contestato e chiaramente individuato.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore licenziato per motivi disciplinari.
In particolare, la sentenza impugnata ha accertato la sussistenza del fatto contestato, ritenendo irrilevante il generico ampliamento delle ragioni del recesso laddove faceva riferimento ad altri minori comportamenti inadempienti.
I giudici hanno, inoltre, accertato e valutato precedenti comportamenti disciplinarmente rilevanti, accertando anche l’esistenza di altri fatti disciplinarmente rilevanti e dunque, sia pur implicitamente, la correttezza della lettera di licenziamento rispetto alla contestazione.
In proposito, la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito che, ciò che rileva nel procedimento disciplinare è essenzialmente la specificità della contestazione, che deve contenere le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto addebitato, mentre il mero e generico riferimento, nella lettera di licenziamento, ad altri minori fatti, pur disciplinarmente rilevanti, in presenza della chiara intenzione di recedere a causa del grave episodio correttamente contestato, non può viziare il recesso, trattandosi di argomenti evidentemente di contorno, sicché una volta accertata l’esistenza del fatto principale chiaramente contestato e posto a base del licenziamento, la discrasia, o l’aggiunta di altri comportamenti disciplinarmente rilevanti, tra la contestazione e le ragioni poste a base del recesso non possono viziare quest’ultimo, rilevando che il dipendente sia stato licenziato in base al fatto contestato e chiaramente individuato, ripetuto nella lettera di licenziamento e giudizialmente accertato.

CONTRIBUZIONI DELLA EDILCASSA ABRUZZO

CONTRIBUZIONI DELLA EDILCASSA ABRUZZO

La Edilcassa Abruzzo pubblica le tabelle contributive vigenti per le diverse province, relative ai CCNL Artigianato, Pmi Confapi, Pmi Confimi, Industria
CONTRATTO EDILIZIA ARTIGIANATOCONTRATTO EDILIZIA PMI ANIE…

Scade a dicembre la procedura di attribuzione al Fondo Metasalute dei piani sanitari 2018

Fino al 31 dicembre è possibile attivare la procedura di attribuzione dei piani sanitari valevoli per l’anno 2018 al Fondo Metasalute per i lavoratori della metalmeccanica industria

 

Per i “PIANI 2018” fino al 31 dicembre 2018 la procedura di assegnazione dei piani 2018 resterà attiva.
Le aziende dovranno attribuire i piani 2018 a tutti i lavoratori neoassunti che saranno inseriti in piattaforma (manualmente o via UNIEMENS) nell’anno corrente.